ALTIPIANO DELLA PAGANELLA

L’altipiano della Paganella e più in generale le Dolomiti di Brenta sono ricchi di storia, artigianato e spunti naturalistici ed ambientali, per questo i musei presenti legati a questi temi sono numerosi.
Date le enormi differenze di quote ed altitudini il territorio è molto vario e presenta ambienti tra i più disparati.
La vicinanza con il parco Naturale Adamello Brenta ha inoltre aiutato a conservare questo patrimonio più integro rispetto ad altre località.

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Strettamente legato alla zona risalta certamente il centro visitatori di Spormaggiore, dove oltre alle informazioni legate all’orso si potrà godere di una dettagliata panoramica dell’ambiente locale.

Il comune di Andalo si estende sulla sella che divide la Val di Non e la valle dello Sporeggio dalle Valli Giudicarie.
Probabilmente il significato del nome Andalo appartiene a un gruppo di toponimi di difficile interpretazione.
Probabilmente Andalo è un nome collettivo, utilizzato per indicare il complesso di masi unitisi più tardi in un comune unico.

Andalo si è svilppato come paese indipendente solo verso il 1600, anche se il progresso più marcato si è avuto verso la fine del 1800.
Nel corso degli ultimi decenni la nuova vocazione turistica ha mutato Andalo in un centro ben diverso e moderno, che conserva però evidenti tracce della sua natura contadina.

MUSEO-CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO – Trento

Il Castello del Buonconsiglio conserva numerose collezioni il cui primo nucleo si formo’ verso la meta’ dell’Ottocento, nell’ambito del Museo Civico di Trento (1853); trasferite nel castello negli anni venti, con la formazione del Museo Nazionale (1924), hanno subito continui incrementi.
Assai pregevoli sono le raccolte di arte medievale e moderna che comprendono codici musicali del secolo XV e quelli della collezione del musicologo Laurence Feininger, un evangeliario purpureo (sec. V) e il sacramentario gregoriano (sec. IX).

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Il Museo conserva una ricca collezione di dipinti, sculture che vanno dall’eta’ carolingia al Rococò, arredi, affreschi staccati, maioliche, porcellane, stampe e disegni.
Oltre alla raccolta numismatica, assai importante e’ la sezione archeologica con reperti di particolare interesse, fra cui tessuti e legni dell’eta’ del bronzo, oggetti dell’eta’ del ferro, quelli romani e quelli dell’eta’ longobarda; di grande rilievo, inoltre la raccolta d’arte egiziana e dell’ estremo oriente.

CATEL BOSENO

Castel Beseno è posizionato sulla sommità di una collina strategicamente molto importante; permette infatti il controllo di entrambi li accessi alla valle dell’Adige: la valle del rio Cavallo che collega Folgaria (e quindi l’accesso alla provincia di Vicenza), nonchè il passaggio lungo la strada principale detta strada di Germania che attraversa la valle dell’Adige stessa.
Sono dimostrazione dell’enorme importanza di questa posizione il fatto che furono costruite a questo scopo, assieme a Castel Beseno, altre 3 fortezze: i castelli di Nomi e Barco sulla destra dell’Adige, Castel Pietra e Castel Beseno sulla sinistra.

SANTUARIO DI SAN ROMEDIO – Sanzeno

Uno dei santuari più visitati in Trentino.
Sorge in mezzo al bosco, su di un obelisco roccioso alto 70 metri; si compone di sei piccole chiese collegate da ardite rampe di scale costruite nel corso di molti secoli in ricordo dell’ eremita Romedio, che vi visse da asceta in compagnia di un solo orso; ora è abitato tutto l’anno da frati.
All’ esterno un grande recinto dove vivono 2 orsi bruni adulti, a memoria della tradizione, secondo la quale, il santo ammansì un orso e ne fece la propria cavalcatura.

CASTEL BELFORT – Spormaggiore

La nascita di questo castello risale al 1311 quando Enrico conte di Tirolo concesse l’autorizzazione ad erigere una torre con eventuali adiacenti edifici a Tissone figlio di Geremia I ed eredi con concessione in feudo perpetuo.
Nei documenti dell’epoca viene citata la locazione della struttura “sul dosso o colle di Malgolo, giacente nelle pertinenze di Spormaggiore sotto la strada nuova”.

MUSE: Museo delle Scienze – Trento

Il MuSe, nuovo museo delle scienze di Trento, è un modello di innovazione: esposizioni bizzarre e affascinanti, interattività, percorsi nella natura di milioni di anni fa… Il MuSe è anche uno science center, in cui i visitatori, dai bambini agli adulti, possono avvicinarsi al materiale esposto, interagire con esso e imparare. La bellezza di certi elementi naturali la capisci solo se ci metti le mani . Per questo ci sono anche temi molto più generali e lontani, come l’evoluzione della specie o la ricostruzione di una serra tropicale.

MUSEO DELLE PALAFITTE – Molina di Ledro

Situato a ridosso dell’area degli scavi archeologici che hanno messo in luce il famoso abitato preistorico su palafitte, il Museo, oltre a permettere la visita all’area archeologica, raccoglie e descrive le ricche suppellettili e i modi di vita degli antichi abitatori di questo lago alpino.